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La festa del Nome SS.mo di Gesù nella spiritualità rogazionista è una tra le primarie. Si celebra per speciale concessione della S. Sede il giorno 31 gennaio di ogni anno. Voluta direttamente dal santo Fondatore, fu da lui avviata il 1888. Il suo primo successore, P. Francesco Vitale così la tratteggia nella monumentale biografia. Il Nome SS. di Gesù per lui racchiudeva tutto il suo bene: all’infuori di esso non sapeva in altro nome deliziarsi. Per questo volle che l’intero mese di Gennaio fosse nelle nostre Case consacrato al Nome SS. di Gesù, e che la festa che per privilegio si celebra da noi l’ultimo di questo mese, fosse preceduta da solenne novena con cantici e predicazione. Ed egli la predicò per ben 34 anni di seguito, perchè era inesauribile nelle prove scritturali e ascetiche del divino Amore. A tal fine compose le preghiere del sacro novenario, con i bellissimi versi di riparazione e aggiunse altre strofe al noto inno: «Su figli cantate!» Oh, come s’inebriava in quelle prediche! Diventava talora acceso in volto: la voce per la commozione gli si velava, e gli occhi si inumidivano …Tale trasporto amoroso gli faceva nutrire una particolare devozione a S. Bernardino da Siena, il grande Apostolo del Nome SS., e fece dipingere su di una tavoletta il nome Jesus, aggiungendo le iniziali M. J. A. B. (Maria, Joseph, Antonius, Bernardinus), per esporlo nelle nostre Chiese, il giorno della festa.Nei nomi che dava nella vestizione delle Suore, quanti ne trovava che racchiudessero il Nome SS. di Gesù! Gesuina, Gesuele, Gesualda, Gesulmina … Non poteva resistere il santo uomo a far sentire quanto amava Gesù!
I cartellini col Nome SS. di Gesù distribuiva ai fedeli, perché fossero affissati sulle porte delle loro case, oltre che nelle nostre Comunità. Le statuette che rappresentavano il Nome SS. di Gesù quanto gli tornavano care, e voleva che ornassero le nostre Cappelle, e con quanta semplicità e candore, pari al suo affetto, ne coronò una col triregno nella casa Madre femminile, ricorrendo il giorno della incoronazione del Sommo Pontefice Pio XI per implorare su di Lui molte grazie dal SS. Nome.Guai a chi pronunziasse meno che riverentemente il Nome SS. di Gesù, o non abbassasse il capo. «Quanto mi addolora, diceva un giorno con accento accorato alla Comunità, quanto mi addolora che alcuni di questi figliuoli non chinano il capo al Nome SS. di Gesù. Neppure imparano da me il rispetto a questo SS. Nome, mentre io apposta, per loro esempio, faccio inchino assai profondo! »Nei suoi appunti privati c’è una pagina intitolata «Imitazione di Gesù Signor mio», nella quale ben 37 volte invoca il Nome SS. di Gesù, con le particolari naturali virtù che il Verbo umanato possedeva e che egli voleva imitare. Ne citiamo alcune: «Gesù Cristo mio non disse una parola che non fosse santa e perfetta... Gesù Cristo mio non passò un momento senza patire, pregare e faticare ... Gesù Cristo mio nascose il suo infinito patire col silenzio...» ecc. ecc. Cfr. Vitale, Il Canonico Annibale Maria Di Francia nella vita e nelle opere, Messina, pp. 553-558
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