Giovanni Paolo II, il Grande, non c'è più! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Aprile 2005 17:49
Giovanni Paolo II è entrato nel regno dei cieli sabato 2 aprile alle ore 21,37. Lascia un grande vuoto nella Chiesa e nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà. Proponiamo una dichiarazione di amore di Sant'Annibale nei confronti del Vicario di Cristo.
Dichiaro che quale cristiano, per grazia del Signore, quale sacerdote indegno della Chiesa cattolica, quale appartenente ad una Congregazione che ha per oggetto primario l’incremento del sacerdozio, io mi protesto che avrò il più grande rispetto, la più illimitata soggezione e subordinazione verso il Sommo Romano Pontefice. Lo riguardo e lo riguarderò sempre, fino all’ultimo respiro della mia vita, come la persona stessa di N.S.G.C. e con lo stesso amore lo amerò e gli obbedirò. Tutti gli interessi del Sommo Pontefice saranno interessi vivissimi del mio cuore; le sue parole, siano pure dette fuori cattedra e in semplice conversazione, saranno per me oracoli di eterna salute. Tutte le opinioni e i modi di pensare del S. Padre saranno regola delle mie opinioni e dei miei modi di pensare, per le quali e pei quali cambierò giudizi e sentimenti miei propri. I dolori e le pene del Sommo Pontefice saranno pene e dolori miei. Nella predicazione, nelle confessioni, nelle conversazioni istillerò ad altri questi miei sentimenti di sudditanza illimitata e di affetto filiale pel Vicario di Gesù Cristo. Nelle mie meschine preghiere, specialmente nella S. Messa, nel ringraziamento, nella recita del Divino Ufficio, nell’orazione, nel S. Rosario, il mio primo oggetto sarà il Sommo Pontefice e tutte le di Lui sante intenzioni. Se il S. Padre emana delle Encicliche e fa dei discorsi, ed io ho il bene di leggerli, mi studierò di entrare in tutti i suoi sentimenti, ed obbedirò esattamente a quanto Egli comanda od esorta. La persona del Santo Padre sarà per me sacra ed adorabile, e se potrò avere la sorte di vedere qualche volta il Sommo Pontefice, reputerò come mia immensa fortuna il potere baciare e ribaciare i suoi venerabili piedi, ed anche la polvere che questi calpestano. Tutto questo dichiaro: 1) Perché riconosco essere volontà del N.S.G.C. che così si onori, si ami e si obbedisca al suo Vicario, ritenendo il Signore tutto ciò come fatto a Se stesso; 2) perché tutto questo è di nostra regola, ed è spirito dominante di questo umile istituto; 3) perché io lo sento profondamente e intimamente; 4) perché riconosco che da questa soggezione e perfetta sudditanza al Sommo Pontefice proviene ogni benedizione da Dio ad ogni Istituto e ad ogni anima; e che, al contrario, l’indebolimento di questa soggezione e sudditanza, sotto il pretesto di inopportune distinzioni tra ex cathedra e non ex cathedra, tra persona e sacro carattere, è principio di gravissime cadute per gli individui e di rovina per le Comunità. (S.Pier Niceto, Messina, 15 agosto 1910)
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Aprile 2005 17:49